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Inside the Beautiful Inside Team

Cari Finders e amici, atleti e non atleti,

dopo la bella esperienza del Campionato a Squadre del Trail di Oulx, abbiamo deciso di infrangere un po’ la privacy, e condividere alcune mail che arrivano dall’interno del team I run for Find The Cure, per condividerne il messaggio e il vero spirito di questo progetto sportivo-umanitario, e i risvolti di indossare una maglia sportiva semplice ma dalla responsabilità non semplice.

cartolina

“Cari Atletoni, dopo la prestazione del terzo posto sul podio del campionato italiano di Oulx non posso ormai che chiamarvi così. Poche righe per ringraziarvi tutti per il vostro spirito ancora di più che per le vostre gambe. Grazie per essere stati portatori di un messaggio che come ha detto Cecilia al microfono nell’entusiasmo e sincerità appena tagliato il traguardo quando le hanno chiesto perchè correre per I run for FTC  “perchè c’è tanto da fare, e ce n’è bisogno”.

Non è facile indossare la maglia I run for Find The Cure, perchè per portare un messaggio che sia convincente i primi a metterlo in atto dobbiamo essere noi stessi, mi sembra che in questi due giorni ci siamo riusciti, portando sorrisi e solidarietà alla manifestazione, agli organizzatori (che ci hanno già chiesto per il prossimo anno), e agli atleti che hanno assaltato il banchetto portando tante donazioni che verranno versate per intero a favore dei progetti, che nel caso I run è la scuola di Neednoor in India del sud, che andremo a visitare nel mese di ottobre.  E tutto questo divertendoci. Non c’è ricetta migliore, se non quella della torta della Elena per colazione (che in realtà ha fatto Mauro ma sappiamo che lascia gli onori e glorie alla moglie..) portando già buon umore a tutto il team dalle 5 del mattino.  Un saluto speciale ai nuovi arrivati, che sembravano essere stati con noi da sempre perchè a volte non c’è bisogno di tante parole, e questo è tanto bello.

Vi lascio con le parole dell’ultimo cartello che ho trovato in cima alla 23 km ieri “per oggi basta salita, Bravissimi” e vi aggiungo “domani si ricomincia” perchè come dice Claudia e il nonno di Alex ” perchè da in cima, una salita assomiglia poi tanto a un discesa”.

In bocca al lupo per le vostre sfide da soli e in gruppo.

Sempre dritto, anche se in salita.

TheRunningPresi

 “l cartello c’era anche sulla 50. Alla fine i percorsi si sono ricongiunti. E quell’ultimo strappo proprio non me lo aspettavo, l’altimetria mi sembrava di averla studiata per bene, diceva vai al casello dell’autostrada, fai una salita lunga, una discesa lunga, seconda salita di 200 m e poi basta mangia e bevi fino al traguardo. Sembrava tutto preciso, e invece ecco lì che mi appare un muro. Vedendo i volontari in alto ancor prima di raggiungerli già gli incitavo a rispondermi… questa è l’ultima veroooo????? loro furbetti, sì sì dai poi solo discesa. Sì ma chi ci crede, tre km fa mi hai scritto che ne mancavano due e invece sono ancora qui che salgo.

Per oggi basta salita….bravissimi! Ma allora è vero! Via fino all’arrivo, che poi un arrivo non è. E’ solo un piccolo traguardo, come tanti altri se ne devono tagliare ogni giorno. Ma questo ha qualche cosa di speciale , pare quasi un portone d’ingresso, un arco di trionfo, sopra sotto di fianco e dietro c’è scritto Find the Cure. Ci sarà un motivo.  Forza ragazzi, ora tocca a Voi, con la vostra Competenza e Professionalità unite alla vostra Grinta e al vostro Sorriso, partite e provate a portare un po’ di discesa nella vita di chi per ora ha visto solo la salita, e se proprio non è possibile potrebbe bastare anche solo mettersi dietro e accompagnarli con una mano, il peso diminuisce e si sale con più facilità.

Attendo il Vostro rientro per capire come posso impiegare un po’ di energia in qualche cosa di utile, sembra che cinquanta km non bastino più, non vorrete mica che mi metta a correre tipo Forrest Gump? A me pare che non sia nè un beginning nè un end, proporrei un end of the beginning. Terminato il riscaldamento, da qui si inizia a lavorare sul serio.

In culo alla balena!

Un abbraccio

Cecy

Che dire di una giornata così, in cui parti già di rincorsa e sei stanco nella testa di mille cose e impegni… E quando ti ritrovi a faticare di nuovo su salite e discese e ti rendi conto di quanto sono lunghi 50 km, la testa proprio non ci sta…! Se non ci fosse stato il progetto “FTC”, credo davvero che questa volta avrei alzato bandiera bianca. Ma non si poteva davvero: c’era una squadra (prima volta in vita mia), c’era un progetto e una promessa. Sono serviti anche a stringere i denti e a darsi una motivazione, per quel traguardo che, come ha detto bene Cecy, sembrava una beffa che non arrivava mai! Invece e’ arrivato e voi tutti li’ a fare festa come una grande famiglia. Mi dispiace non essermi fermata con voi, ma ero davvero svuotata di ogni energia e di ogni forza. Ho mangiato forse troppo poco lungo il percorso e bevuto male, quindi crampi e freddo all’arrivo. Appena mi sono ripresa, mi sono resa conto che mi era mancato l’abbraccio finale con voi… Chissà, magari la prossima volta scelgo anche io il percorso 23 km e impiego il resto del tempo a gozzovigliare un po’, che quelle torte buone targate FTC io le ho solo sentite nominare! Vi abbraccio tutti adesso, dai mille impegni e rincorse a cui sono tornata oggi. E vi do un arrivederci alla prossima occasione, cercando di trovare insieme nuovi impegni e appuntamenti.

Un bacio a tutti.

Claudia

Quindi? Che si fa? La smettiamo o no con queste mail? No perché qui tra un po’ le lacrime sgorgano a fiumi.  Parlo un po’ da outsider dal punto di vista atletico, ho potuto solo ammirarvi per la vostra tenacia, per la vostra generosità nel darvi così tanto, in maniera totale, in maniera speciale.  Parlo da insider invece di Find the Cure  prossima alla partenza, per la tredicesima volta. Tante volte mi sono chiesta se ne vale la pena, se davvero riusciremo mai a cambiare qualcosa di questo mondo così assurdamente bislacco e ingiusto.  In prossimità delle missioni siamo così stanchi, per i preparativi, perché si lavora fino all’ultimo minuto e poi si prende un aereo, perché sappiamo quello che ci aspetterà e pensieri oscuri talvolta ci travolgono …in genere durano poco, il tempo di stringere una mano a un anziano del villaggio che non sai nemmeno come abbia fatto a diventarlo, di prendere in braccio qualcuno dei tatini che sempre troviamo nei medical camp e tutto passa, come un balsamo sulle ferite o per restare in tema come un antidolorifico su muscoli tesi e stanchi!

Questa volta vi assicuro che ne non avrò , mi avete/ci avete dato una carica tale da rafforzare la convinzione che è stata motore da sempre di find the Cure: qualcosa si può cambiare davvero, magari è una piccola piccola cosa, che forse cambia la qualità di vita di pochi, la storia della goccia nell’oceano è trita e ritrita, però vera.

Soprattutto so che ha senso tornare per proseguire, perché non possiamo restare spettatori di un qualcosa che non ci piace, che non ci va giù.

Atletoni, a questo giro mi tocca il Mali, vi porto tutti con me, statene certi.

Sempre dritto, anche se in salita.  Un abbraccio che vi avvolga.

Silvia

Un grazie enorme a Marco e a tutto lo staff di Oulx Trail, per aver creduto in noi, e aver fatto davvero l’impossibile per sostenere il progetto, con entusiasmo, generosità e partecipazione in prima persona. Un grazie a tutti gli atleti che sono passati dal banchetto per supportarci. Un grazie a Roberto Mocco per le belle foto. Un grazie a Luigi Biolatti, speaker d’eccezione, e un grazie a tutti gli atleti che porteranno il messaggio in giro con la maglia e il loro esempio per le gare sparse in tutta Italia e nel mondo.

Continuiamo insieme.

 

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