Costruzione di un pozzo nel villaggio di Sophie, in Mali

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Scheda Costruzione di un pozzo nel villaggio di Sophie, in Mali

Sophie è una piccola frazione, scarna di vegetazione, nel Comune di Kassaro. Si trova nella stessa area di due villaggi, Tomojan e Mogayabogou, dove in passato abbiamo costruito due pozzi che, attualmente, riforniscono l’acqua anche i 300 abitanti di Sophie.

Il villaggio di Sophie dispone sì di quattro pozzi ma scavati a mano e quindi non in grado di rifornire il villaggio in quanto spesso a secco e comunque pericolosi per i bambini, già messi a dura prova dalle scarse condizioni igieniche dovute all’acqua insalubre.

Acqua è vita: le ragioni di un Pozzo

Chissà se ci pensiamo, tutte le volte che apriamo uno dei tanti rubinetti che abbiamo in casa a quale importanza ricopra per la vita l’acqua!

Provare ad immaginare la nostra quotidianità senza: crediamo sia impossibile per chiunque, anche per il consumatore più avveduto. Quanti gesti più o meno superflui compiamo ogni giorno in maniera ormai automatica ed inconsapevole che, se pensiamo di eliminare riteniamo inconcepibile: una doccia, fare una lavatrice, lavarsi i denti, sciacquare abbondantemente i piatti, lavare l’auto, lavarsi le mani prima del pasto, cucinare un pasto. Cucinare un pasto appunto.

Si dice “semplice come bere un bicchiere d’acqua” eppure un bene cosi prezioso ed indispensabile ancora oggi non è a disposizione di tutti. Fa parte della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani avere accesso e disponibilità di acqua buona eppure c’è chi si arrangia, tanto auto da lavare non ce ne sono, ed i pochi vestiti non hanno bisogno di essere lavati cosi frequentemente.

Già ma per tutto il resto? Provate a immaginare di attingere per bere ad una fonte non controllata, a una pozza… vi lavereste le mani prima di mangiare con dell’acqua sporca? Probabilmente la stessa acqua sarà l’unica a disposizione per bere o cucinare qualcosa.

Ecco perché tra i tanti progetti promossi ogni anno da Find the Cure trova sempre spazio un pozzo nuovo, come quello del villaggio Sophie Taman.

Per descrivere il villaggio di Sophie forse basta fare un copia incolla di tanti altri villaggi di cui abbiamo scritto in questi anni. E’ nel comune di Kassaro in Mali, è fatto di capanne e di una vita semplice. Ha circa 300 abitanti, 4 pozzi scavati a mano, uno dei quali completamente prosciugato. Con l’acqua di questi pozzi non ci lavereste nemmeno l’auto, vi si ricoprirebbe di terra rossa. I bambini sono allegri e sorridenti, indossano per lo più maglie da calcio di superstar di cui sentiamo parlare spesso e hanno pance grosse.

Sotto la tettoia della casa del capovillaggio sentiamo dire una cosa che abbiamo sentito spesso: l’acqua è vita. Insomma niente di nuovo, Sophie non è tanto diverso da Namafiè, Balazantomo, Borobogou e Takoni, tanto per citare alcuni dei villaggi dove abbiamo finanziato la costruzione di un pozzo. Hanno tutti un comune denominatore: l’assenza di acqua, quella buona, quella che non sa di terra e di insetti, quella che non ti fa venire la diarrea e non ha parassiti.

Finanziare la costruzione di un pozzo vuol dire fare uno studio idrogeologico prima, trivellare a una profondità tra i 50 e gli 80 metri e, una volta trovata l’acqua, installare un pompa manuale. La realizzazione di un pozzo non è esattamente la realizzazione di un acquedotto, niente rubinetti o fontane che sgorgano incessanti dunque ma, la concretizzazione di quel diritto che per noi pare scontato.

Un po’ di superfluo vorremmo regalarlo comunque. Vuoi mettere la gioia di tutti quei bimbi festanti quando le trivelle porteranno e disperderanno litri e litri d’acqua?

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